MANGLEHORN (2014) di David Gordon Green

di Andrea Pesoli

manglehornVoto: 1,5/4

David Gordon Green torna alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia un anno dopo Joe (2013) con Manglehorn, deludente storia di un anziano fabbro nostalgico interpretato da Al Pacino. Il cast è completato da Holly Hunter, Harmony Korine e Chris Messina. In Texas vive Angelo Manglehorn, proprietario di una ferramenta tormentato dall’amore per una vecchia fiamma che, per rompere la noiosa quotidianità, decide di (ri)costruire alcuni rapporti umani (con il figlio che non vede mai e con l’impiegata compiacente della banca).

Dopo gli applausi che accompagnarono la proiezione del convincente Joe, questa volta Gordon Green toppa alla grande in Laguna, dirigendo una pellicola senza idee e con alcune fastidiose cadute di stile (come la sequenza in cui due personaggi cantano a squarciagola in banca), difficilmente inquadrabili nel tono complessivo dell’opera. Scelte che spiazzano il pubblico e che sicuramente non aiutano la leggibilità del film. Il più grosso difetto resta però la grave carenza di contenuti, in un plot debole e quasi mai interessante che procede lento verso un finale enigmatico e fastidioso. Appaiono in questo senso interminabili le parti in cui la dissolvenza permette ad Angelo di leggere le frasi scritte per l’ex amante. Criticità queste che hanno la meglio anche sulla prova di Al Pacino, apparso stanco nel mettere in scena un personaggio assai confuso e molto prolisso.