HUNGRY HEARTS (2014) di Saverio Costanzo

di Andrea Pesoli

hungry-heartsVoto 1/4

È stato accolto da timidi applausi il secondo film italiano in Concorso al Festival di Venezia, Hungry Hearts di Saverio Costanzo con Alba Rohrwacher e Adam Driver. La pellicola, tratta dal libro Il bambino indaco di Marco Franzoso, è ambientata in un piccolissimo appartamento di New York in cui convivono Mina (Alba Rohrwacher) e Jude (Adam Driver), coppia moderna alle prese con una gravidanza non programmata. La giovane neo mamma, convinta che il piccolo sia speciale (definito da un’indovina “un bimbo indaco”), inizierà a prendersene cura ossessivamente mettendo a repentaglio la salute del pargolo.

Costanzo ci riprova al Lido dopo aver presentato La solitudine dei numeri primi nel 2010, ma purtroppo il risultato è anche questa volta negativo. Con una colonna sonora che pare sempre casuale, il confuso susseguirsi degli eventi è supportato da una messa in scena dilettantesca al limite del ridicolo; close-up inutili, movimenti di camera superflui e un errato uso delle luci sono solamente alcuni degli esempi sparsi nel film. Un racconto che sarebbe potuto essere ambientato in Italia (la Grande mela non è quasi mai caratterizzata), raffazzonato collage di banali citazioni al cinema di genere. Da dimenticare.